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100 ANNI DI STORIA, CULTURA E DESIGN DELLA MACCHINA DA CAFFÈ ESPRESSO
CAFFETTIERE
Pressione di Pistone (espresso forte)
Epoca: 1960 - 1970 Sistema: Pressione di Pistone
Seconda versione della celebre “Europiccola” prodotta da “La Pavoni” di Milano, ancor oggi in commercio con piccole modifiche e l’aggiunta di pressostato. Costruita con base in acciaio verniciato martellato e corpo in ottone cromato.
Epoca: 1960 - 1970 Sistema: Pressione di Pistone
La “Microcimbali” della ditta “La Cimbali” di Binasco (Mi) è la versione domestica del modello da bar. Costruita con base in acciaio verniciato in vari colori e corpo in fusione d’alluminio. L’oblò in vetro posto sul fronte del corpo macchina permette di controllare il livello dell’acqua in caldaia e seguire il movimento della molla del pistone.
Epoca: 1960 - 1970 Sistema: Pressione di Pistone
“La Peppina” distribuita dalla Milanese “Carimali” e prodotta dalla “Fe-Ar”, porta un nome evocativo per la preparazione del caffè negli anni sessanta. Realizzata in acciaio verniciato, cromato e smaltato. La leva per imprimere la pressione all’acqua è posta, a differenza degli altri modelli dell’epoca, non sul corpo della macchina ma alla base e collegata al pistone da una serie di leve interne.
Epoca: 1960 - 1970 Sistema: Pressione di Pistone
Forma elegante e ricercata per questo primo modello della “Caravel” prodotta dalla Arrarex di Milano, costruita in acciaio verniciato e caldaia in ottone cromato. La tradizionale leva del pistone è sostituita da una maniglia di più facile presa. Epoca: 1950 - 1960 Sistema: Pressione di Pistone
Celebre macchina modello “Gilda 54” (chiamata anche “a orecchie di coniglio”) prodotta dalla Gaggia di Milano. Costruita in alluminio, acciaio cromato e bachelite. Capacità due tazze. Le leve telescopiche vengono abbassate per sollevare in alto il pistone e caricare d’acqua bollente il portafiltro con la polvere di caffè. Rilasciando lentamente le leve una potente molla spinge con pressione il pistone verso l’infuso per riversare in tazza la “crema caffè”. Epoca: 1950 - 1960 Sistema: Pressione di Pistone
Modello “Gilda” della ditta GAGGIA di Milano. Costruita interamente in alluminio cesellato con manici in acciaio cromato e bachelite. Capacità 2 tazze. L’innovazione che invase i bar italiani nel dopoguerra (1948), con l’introduzione del sistema “a pistone” del milanese Achille Gaggia, ebbe un’eco anche nella preparazione del caffè domestico. Il precedente sistema “a vapore” aveva il difetto di rendere il caffè particolarmente amaro e dal sapore bruciato. Gaggia eliminò il vapore: per fare il migliore dei caffè bastava la sola acqua bollente spinta con forza attraverso il filtro del caffè tramite un pistone azionato da una molla a caricamento manuale. Ha inizio così l’era del “crema caffè”.
Epoca: 1950 - 1960 Sistema: Pressione di Pistone
Modello “Faemina” delle Officine FAEMA di Milano con base in fusione di alluminio cromato e corpo in ottone cromato. Considerando l’uso domestico è una macchina dalle dimensioni e peso consistenti (10 Kg). L’oblò in vetro, posto sul fronte del corpo macchina, permette di vedere il caricamento dell’acqua e la spinta della molla del pistone.
Epoca: 1950 - 1960 Sistema: Pressione di Pistone
Della FAEMA di Milano la “Baby Faemina” è realizzata in alluminio pressofuso e verniciato in varie colorazioni. Funzionamento a pressione manuale. Capacità due tazze. Stravagante forma per questa macchina manuale dove l’acqua doveva essere scaldata separatamente, immessa nel portafiltro e spinta attraverso il caffè macinato abbassando le due “antenne” con lo stesso movimento di un cavaturaccioli.
“MUMAC è questo per me: il coronamento del sogno di un ragazzo di 18 anni iniziato in un mercatino e che ancora oggi continua”.
Enrico Maltoni, il collezionista